Il Gin e le sue Origini: Cosa sappiamo.
Secondo la storia comune le sue radici affondano nei Paesi Bassi del XVII secolo e deriva dal Jenever. Originariamente creato come medicinale dal medico olandese Francisco de le Boë per curare disturbi renali. Si dice che i soldati inglesi, durante la Guerra dei Trent'anni, bevessero "Jenever" per darsi coraggio prima della battaglia. Da qui il termine Dutch Courage.
Ma è realmente così?
La dottoressa Anistatia Miller e il master distiller di Sipsmith Jared Brown hanno scoperto prove che confuta la storia classica del gin a cui siamo abituati.
Nel loro libro "A Most Noble Water", rivelano di aver trovato nel National Archives un ricettario inglese del 1639 intitolato "The Distiller of London". Questo libro conteneva già ricette con ginepro, scorze di agrumi e spezie, scritte prima che il Genever olandese diventasse popolare in Inghilterra. Quindi, il gin moderno sarebbe un'evoluzione di un'arte distillatoria inglese già esistente, non solo una copia di quella olandese. Inoltre questo libro veniva codificato dalla Venerabile Compagnia dei Distillatori, una gilda di distillatori sotto l’egida della corona inglese, solo chi faceva parte della Compagnia poteva possederlo e leggerlo.
Miller e Brown hanno dimostrato che distillati al ginepro erano già usati molto prima, spesso prodotti in casa da donne in Germania e Austria (chiamati Wacholderbeerwasser) ben prima del XVII secolo. Ma se parliamo di distillato di ginepro e di ricette che si avvicinano al gin moderno non possiamo ignorare Michael Puff von Schrick, Alessio Piemontese, Lauren Andrewes e Hieronymous Brunschwig.
Michael Puff von Schirck medico austriaco nato intorno al 1400 con il suo Von allen geprenten Wassern, spiegava nel suo libro come distillare erbe e fiori per scopi terapeutici. Molte ricette riportano il ginepro come ruolo centrale. Il suo libro venne ristampato più di 30 volte dopo la sua morte intorno al 1470. Un vero best-seller.
Alessio Piemontese nel suo De Secreti spiegava come distillare elisir ed essenze a scopo medico, soprattutto nel suo libro troviamo una ricetta su come distillare un elisir al ginepro molto simile a quella che potrebbe essere la ricetta per un moderno gin. Lui consigliava di utilizzare abbondanti dosi nella ricetta e che il prodotto finale dovesse esser consumato anche più volte a settimana per poter trovare giovamento alla salute.
Lawrence Andrewes (spesso citato come Laurence), traducendo nel 1527 il manuale di Hieronymus Brunschwig (Liber de arte distillandi), ha letteralmente "esportato" il sapere alchemico e medico in lingua inglese, permettendo la nascita della cultura del gin nel Regno Unito.
Miller e Brown tendono a contestualizzare anche la famosa "Gin Craze”del XVIII secolo a Londra. Spiegano che il problema non era il distillato in sé, ma la mancanza di regolamentazione. All'epoca c'erano oltre 1.500 distillatori solo a Londra. Molti erano abusivi in quanto una licenza per distillare costava molto, e usavano ingredienti pericolosi come vitriolo o trementina per abbassare i costi. Il gin "buono" esisteva, ma era sommerso da una marea di alcol illegale e tossico.
Alla luce di queste informazioni è chiaro come il gin moderno non sia un semplice distillato, ma il risultato di secoli di conoscenza tramandata, sviluppata e rettificata che unisce l’Europa da nord a sud. Un passaparola di nozioni e conoscenze che si sono evolute in un prodotto che possiamo ammirare e degustare comodamente a casa o seduti in un bar.
Il mercato oggi offre un’infinità di prodotti e noi di Quella Bottega cerchiamo nel nostro piccolo di proporvi prodotti sempre di nicchia e interessanti. Al prossimo post! Salute!